Quand'ero piccola, ero evidentemente molto timida.
E mi vergognavo un sacco a pronunciare una parola che, per me, aveva un significato prettamente peccaminoso. Una parola che costituiva nella mia mente l'anticamera del sesso (a ben guardare, non avevo esattamente tutti i torti).
La parola in questione era: gambe.
La Regina Vittoria sarebbe stata molto fiera di me.
