Quand'ero piccola, ero evidentemente molto timida.
E mi vergognavo un sacco a pronunciare una parola che, per me, aveva un significato prettamente peccaminoso. Una parola che costituiva nella mia mente l'anticamera del sesso (a ben guardare, non avevo esattamente tutti i torti).
La parola in questione era: gambe.
La Regina Vittoria sarebbe stata molto fiera di me.
Questo, per me, è uno di quei momenti in cui è forte il bisogno di raccogliermi un po', e cullarmi nei più intimi segreti della mia anima, che diventa rifugio e capanna sull'albero. Tiro su la scala di corda, e lì me ne sto, sola, al riparo delle fronde.
Il chiasso, il rumore, le voci, il frastuono sono un di più; anzi, più che un di più, un elemento di disturbo.
E' un momenti in cui trovo bello rimanere concentrata solo sui battiti del mio cuore, sulla tensione della mia volontà, sugli sciabordii delle viscere e del sangue che scorre.
Questo mi sta portando ad un'accurata selezione delle cose che voglio e non voglio fare, delle persone che voglio e non voglio vedere, degli stati d'animo che voglio e non voglio sentire, degli obiettivi che voglio e non voglio raggiungere.
Per me, che spesso mi sono sentita come se stessi scivolando su un piano inclinato, senza alcuna possibilià di aggrapparmi a qualcosa o cambiare la direzione della discesa, è un momento di insolita chiarezza e determinazione.
Spero duri.
Voglio che duri.
Qualche sera fa è accaduta una cosa che appunto qui, per non dimenticarla.
Dopo che è accaduta mi sono sentita meravigliosamente bene: perché ho combattuto contro la mia cazzo di tendenza alla rinuncia che ho messo in atto troppe volte. Insomma, ho abbattuto a spallate un muro, e ne sono fiera. Sono fiera di me stessa, sì.
Venerdì 13 febbraio, Bologna.
In un locale a festeggiare il compleanno di Alessia.
Scendo le scale che portano al piano interrato, assieme ad Enrica. Lorena e Leo stanno davanti, e in mezzo, tra noi e loro, un uomo. Alto, pantaloni chiari, maglia bianca. Sulla quarantina, i capelli tra il biondo e il brizzolato.
Si volta, mi guarda.
Lo guardo. Carino.
Scende ancora, gira l'angolo delle scale e si volta, mi guarda. Sorride.
Incuriosita, continuo a scendere, giro l'angolo anch'io.
E' lì, in piedi davanti alla porta del bagno degli uomini. Mi guarda.
Guardandolo, mi avvicino, gli passo davanti, gli sorrido un ciao.
Passo oltre.
Davanti alla cassa, vedo dei cartoncini e mi viene un'idea: pesco dalla borsa una penna e scribacchio velocemente su uno di essi il mio nome e il numero di cellulare.
Con la coda dell'occhio, controllo se lui sia ancora lì.
Non c'è. O è in bagno, o è risalito.
Ad ogni modo, credo non sarà difficile ritrovarlo.
Nel frattempo è arrivato il mio turno: pago.
Si risale.
Chiedo ad Enrica di aiutarmi a cercarlo, vista la mia capacità di non riconoscere mai nessuno.
Siamo tra la zona dei tavoli e la pista, scortate dai due amici di Alessia che ci riaccompagneranno a casa.
Ed è proprio la pista che Enrica mi fa cenno di guardare: eccolo, è lì che balla assieme ad un paio di altri uomini.
Il cartoncino mi brucia in mano mentre passo tra le persone che si dimenano. A cinque metri da lui, e poi tre, due, uno... e ancora due, tre, cinque... merda, mi sto inesorabilmente avviando verso l'uscita.
"Enrica... che cosa faccio?", chiedo consiglio titubante.
"Beh, vai", m'incoraggia lei.
Sento che mi sto bloccando, la tentazione di nascondere quel biglietto in tasca e precipitarmi verso il portone è fortissima.
Ma... ecco la prima spallata al muro. Nella mia testa.
"Tanto mal che vada non lo rivedrò più, giusto?"
E la seconda, che non dico ma che ho ben presente dentro di me: a quanti uomini ho già rinunciato senza batter ciglio, solo per paura di conoscere qualcuno che valesse davvero la pena o di sentirmi amata veramente?
Mi giro, torno indietro.
Con passo leggero mi avvicino a lui, che mi vede. Si ferma, stupito.
Sorrido mentre gli arrivo accanto: "Io sto andando... Sai, non sono di qua, ma domani sarò ancora a Bologna. Se ti va...", gli porgo il cartoncino e avvicino la mano all'orecchio, stendendo pollice e mignolo a simboleggiare la cornetta.
Lui scruta il biglietto, e poi mi guarda.
Ci scambiamo due baci sulle guance, prima che mi allontani.
Felice di non aver ceduto alla mia codardia per l'ennesima volta.
Dopo questo post, ne sono certa, perderò tutti gli amici di Splinder, di Facebook, di tutte le comunità virtuali cui sono iscritta più o meno scientemente, nonché gli amici reali e quelli immaginari.
Gli operatori Sky non mi telefoneranno più, Babbo Natale sorvolerà la mia casa spernacchiandomi mentre le renne si toccheranno.
Berlusconi avrà nuove barzellette da raccontare.
Eccetera eccetera.
Insomma, mi rivolgo a tutti voi: grazie, grazie per essermi stati vicini fino a questo momento. La vostra amicizia e il vostro affetto, le risate fatte assieme, i bei momenti trascorsi ovunque, a fare qualsiasi cosa, l'aiuto che ci siamo scambiati nei reciproci momenti di difficoltà.... non li dimenticherò mai. MAI.
Però vi capisco se, da questo momento, dopo aver visto quel che vedrete, non vorrete più avere niente a che fare con me.
(oh, mi piace questa mia vena melodrammatica! Io continuo, che dite?)
Il punto è questo: qualche giorno fa Hardla ha scritto un post (ecchecazzo, andatevi a vedere anche lui!) in cui, in piena fase di automartellamento dei maroni, postava una foto risalente a fine anni 80 - primi 90 (correggimi pure eventuali imprecisioni) con taglietto di capelli folkloristico.
Il Bieco Dott. Hardla invitava poi i suoi commentatori a fare altrettanto, buttando la questione sull'onore.
E che cavolo! Donna di princìpi sono!
E così mi è venuta quest'idea malsana: perché non andare a recuperare i miei album e ricostruire la mia storia fotografica?
Detto, fatto.
Quella che seguirà è, quindi, una preziosa documentazione della vita di Blixxxa come non avreste mai immaginato di poterla vedere.
Una piccola postilla, prima che vi accingiate a guardare: ci sono dei veri e propri buchi temporali dovuti a due fattori:
1. non sono riuscita a recuperare tutto il materiale;
2. per interi periodi mi sono proprio rifiutata di farmi fotografare.
Accontentatevi quindi di quel che c'è. Che è già tanto, credetemi. Ho dovuto lottare contro i più vari istinti di autoconservazione per riuscire a pubblicare il materiale sottostante.
Beh, vi lascio alla visione. Vi raccomando l'utilizzo dell amodalità slideshow con intervallo di 4 secondi.
Pronti?
Ma pronti veramente?
Allontanate bambini e animali, prima di cominciare, mi raccomando.
Allora si va?
Eh?
Sì?
E allora...
... VIA!
http://picasaweb.google.it/Blixxxabli/KatiaStoriaFotografica#slideshow
Al Presidente degli Stati Uniti d'America
Mr. Barack Obama
c/o Casa Bianca
1600 Pennsylvania Avenue
Washington D.C.
- oppure, nel caso in cui l'insediamento non sia ancora avvenuto,
presso la sua residenza personale
nell'Illinois o quel cazzo che è
o, infine, presso la sede centrale del Partito Democratico
(no, non il PD di Veltroni, ma di quello americano)
Caro Neopresidente Obama,
mi perdoni il tono confidenziale ma è davvero difficile mantenere le distanze da Lei, un Presidente a misura di tutti e che sa ben incarnare la modernità in tutti i suoi aspetti. Giovane e brillante avvocato, marito e padre felice, pur intraprendendo una fulminante carriera politica non si è mai discostato dal popolo, dalla gente comune, e soprattutto da noi giovani. Come non ricordare infatti l'uso innovativo della rete da Lei fatto in campagna elettorale, con la mobilitazione dei suoi sostenitori attraverso Facebook? Magari, chissà, visto che mastica così bene di tecnologie informatiche e mezzi di comunicazione, capiterà in questo blog e leggerà la richiesta che ora sto per farLe.
E' ancora prematuro, lo so, per discutere di problematiche reali; però voglio metterLe una piccola pulce nell'orecchio, in modo che sappia e non dimentichi.
So benissimo che quando occuperà l'incarico più alto dell'esecutivo statunitense avrà innumerevoli questioni da dover dirimere: la crisi economico-finanziaria interna ed internazionale, i rapporti non sempre distesi con gli altri Stati, le minacce di morte da parte del Ku Klux Klan ecc ecc. Comprendo, quindi, che quanto sto per dirLe le possa sembrare, ora, solo la punta dell'iceberg. Ma non sottovaluti, La prego, la gravità della situazione che sto per descrivere. Si ricordi che milioni di persone contano su di Lei, su di Lei, Presidente...
Il punto, e vengo finalmente al sodo, è questo: qui in Italia siamo in mano ai comunisti. Pensi che tragedia di immani proporzioni stiamo vivendo! Pareva che, dopo il crollo del muro di Berlino, lo smantellamento dell'URSS e la progressiva occidentalizzazione dei paesi ex-satelliti dell'Unione Sovietica fosse tutto passato, e invece... Ci guardi bene: noi italiani siamo tutti, senza esclusione, prigionieri politici all'interno di uno Stato in cui le televisioni sono controllate dai comunisti, la magistratura imbavagliata dai comunisti, le cariche più alte dello stato occupate dai comunisti (non si lasci ingannare dalla bonomia del nostro Presidente della Repubblica, quando lo incontrerà: è inequivocabilmente un mangiabambini). Non sarà stupito, dopo essere venuto a conoscenza di questo, di sapere che un malcontento generale serpeggia per l'intero paese: lo Stato assistenzialista di vetusta matrice ormai ha dimostrato il suo fallimento, e imbarca acqua dalle innumerevoli falle apertesi nel sistema. Pensi che, per salvare la faccia e far sì che la colpa di tutto ricada sul governo ora in carica, i comunisti hanno organizzato degli scioperi-civetta assoldando delle comparse (bassa manovalanza cinese e indiana, ovviamente) da far manifestare nelle piazze e nelle scuole... "Tutti giolni involtini plimavela glatis da Listolante Fiole di Loto!", urlano in piazza. Ma nei telegiornali si sentono solo slogan contro la nostra tenace ministra per l'istruzione, contro il ministro per l'economia, della sanità, e il nostro povero ministro del consiglio Silvio Berlusconi. Egli, tra parentesi, sarebbe molto felice di avere presto un incontro con Lei; dice che potrebbe darLe molti utili consigli su come svolgere al meglio il Suo operato. Mi creda, anche se la mia parola non vale niente in confronto a quella dei grandi statisti e consiglieri da cui Lei è certamente circondato: prenda come oro colato qualsiasi cosa uscirà dalla bocca di quell'uomo. Lui sa. E non si scandalizzi se avrà delle uscite estremamente casual ed informali: mi duole dirlo, ma è ancora più avanti di Lei, quando si parla di comunicare da giovane con i giovani, e da (finto) popolano col popolo.
Insomma, non Le voglio rubare del tempo prezioso. Ma non dimentichi che qui la situazione si sta facendo drammatica. Prima o poi, il Suo aiuto si renderà assolutamente necessario.
Lei che sarà presto il capo della nazione più potente del mondo, una nazione che è sempre stata amica della nostra e che già molte volte è venuta in nostro soccorso, dimostrando uno spirito di lealtà ed amicizia senza pari, non dimentichi di gettare un pensiero oltre l'Oceano Atlantico, ogni tanto, e sappia che qui c'è chi ha bisogno di Lei.
Se anche potrà sembrare una soluzione estrema, non esiti a dichiarare guerra all'Italia; che poi, a ben guardare, di basi, nel nostro territorio, ne avete già molte. Sareste quindi avvantaggiati come non mai. E se anche la comunità internazionale dovesse condannare questo atto apparentemente insensato, ricordi che è per una buona causa, e che tutto il Paese, una volta liberato, gliene sarà grato.
Perché i comunisti non mollano, non perdonano, e sono fra noi. Sempre.
Ora devo andare, Presidente. Purtroppo, dopo un tot. di tempo che sono collegata al pc, scattano i controlli automatici della PPC (Polizia Postale Comunista).
Grazie per avermi ascoltata. Sappia che L'aspetto.
Buon Lavoro
Blixxxa
Certo che una dev'essere messa veramente male se, nel libro in cui sta leggendo, appena viene presentato il protagonista maschile, inizia a chiedersi se sia single, alto e prestante.
N.B. Eventuali riferimenti a persone esistenti o ad eventi realmente accaduti sono da ritenersi puramente casuali.
Ebbene sì: c'è crisi.
I prezzi in ascesa provocano disastrosi risultati a catena: i consumatori non comprano, i negozi son vuoti, i commercianti sono sull'orlo del baratro, le aziende licenziano, l'economia boccheggia...
C'è una forte preoccupazione nell'aria: i TG non fanno altro che fornire dati, stime, previsioni poco esaltanti; i ministri intervistati sudano copiosamente nel tentativo di rassicurare il Paese sull'operato finora svolto, dichiarando che sì, ce la possiamo fare!, l'Italia rinascerà e tornerà ad essere una potenza economica mondiale!
Aspetta e spera? Mah.
Intanto, per scongiurare la MIA crisi, mi metto prontamente in saldo:
Blixxxa
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ORA!
Blixxxa è esattamente colei che cercavi: simpatica, dinamica, indipendente, intelligente, affascinante; ama viaggiare, è di compagnia, auto- e casa- munita, ha un impiego fisso che le fornisce un reddito soddisfacente (dichiarazione IRPEF disponibile su richiesta), adora gli animali, il cinema, la musica, leggere e fare l'amore. Laureata, parla tre lingue correntemente, cucina divinamente e scrive su un blog. Sempre disposta a migliorare e ad aprire i propri orizzonti.
Amici disponibili a fornire referenze.
Sei un uomo solo in cerca di una compagna brillante? Blixxxa ti aspetta!
Nella tua vita manca quel non so che che ti fa sentire incompleto? Prova Blixxxa e non la lasci più!
Cerchi da sempre qualcuno con cui andare da Ikea e scegliere mobili e accessori per la tua casa in un complice pomeriggio, preceduto magari da un pranzetto a base di polpettine svedesi? Blixxxa è già in auto che strombazza per farti scendere.
Ma... affrettati! Potresti arrivare troppo tardi e rimpiangerla per sempre.
Blixxxa... un'occasione unica. Per te.
(plin)

Aut. Min. Rich.

Stasera, mentre me ne tornavo da una serata vagamente alcolica piacevolmente trascorsa con un'amica a chiacchierare di noi come mai avevamo fatto, ho sentito questa canzone. Che mi è entrata nella testa come solo alcune canzonette sanno fare. E quindi, giunta a casa, coccolata un po' Sally, mi sono attaccata al pc e l'ho scaricata all'istante.
E' bellissima. Anche il testo.
Anch'io mi sento una piccola anima nuova. Sto imparando moltissimo da quanto mi sta accadendo in questo periodo. Ad essere sincera ho imparato molto negli ultimi anni, da quando ho deciso di mettermi in gioco con volontà e deciso di darmi una mossa e provare a diventare quella che sentivo di essere, che però se ne stava lì sepolta, da qualche parte, in un cantuccetto in penombra. Ottima osservatrice, ma pessima giocatrice.
Anche ora, a volte, l'osservatrice ha la meglio. Ma ci stiamo lavorando.
Questo blog è cura appunto dell'osservatrice, di quella parte di me che si ferma (spesso) a riflettere sulle cose, che ci rimugina su anche più di quanto sarebbe necessario, che magari non dice molto ma che (quasi) sempre si capisce, con calma. E si sente.
Questo blog mi è stato utile, negli anni, a salvare momenti e sensazioni. Qualsiasi post o commento io rilegga, mi affiora subito alla mente in una sequenza rapidissima ciò che provavo e stavo vivendo in quel momento.
Il mio primo post per esempio è di una pochezza disarmante. Eppure, rileggendolo, ricordo per filo e per segno quella notte: la notte in cui ho deciso di aprire questo spazio, mossa dalla curiosità, dalla voglia di ricominciare a scrivere e di imparare ad utilizzare il pc che avevo preso da poco in modi che mi si confacessero. Il momento storico non era di certo dei più positivi: la mia storia d'amore quinquennale era finita malamente; l'umore era pessimo, e per cercare di migliorarlo ero stata in Olanda a seguire un paio di date di concerti degli Afterhours, da sola, ricavandone forse ancor più solitudine e freddo (anche in senso fisico: si gelava lassù!); ero in una fase di piena confusione, insomma.
Ne è corsa di acqua sotto i ponti, da allora... Moltissima. E comprendo perfettamente la metafora dell'uomo che, seduto sulla sponda del fiume, non guarderà mai lo stesso corso d'acqua perché è lui, per primo, a cambiare. Poiché in effetti, almeno in apparenza, nulla nella mia vita è mutato: abito sempre nella stessa casa, lavoro sempre nello stesso posto... Ma sono, io, una persona diversissima.
Già.
Comunque, il mio primo post risale esattamente a due anni fa, ora più ora meno.
E per una che non porta mai a termine alcunché e si stanca subito delle cose, è un bel traguardo davvero!
Buon compleanno e lunga vita allora, Piccola Iena! Sii sempre custode e testimone dei miei pensieri e delle mille facezie che, in modo magari altalenante, qui scriverò.


Noi donne in quei giorni, si sa, facciamo delle cose sconsiderate: ci buttiamo in volo col paracadute (ma quando mai???); diventiamo completamente deficienti per cui, se siamo in treno, snoccioliamo un assorbente da poggiare al filtro di aerazione per impedire ai cattivi odori di entrare (Ommioddio, no!); indossiamo jeans bianchi ed attillati per mettere bene in risalto eventuali fuoriuscite di sangue (bleah!).
Oppure, leggiamo i deliziosi consigli riportati nelle bustine dei Lines.
Questa è una cosa di cui mi sono accorta solo oggi (ma dev'essere un trend nuovissimo): sull'involucro di ciascun assorbente è riportata una serie di consigli e piccole grandi verità sul magico mondo delle mestruazioni.
"Durante il periodo precedente il ciclo, le donne possono aver voglia di mangiare cibi dolci": ce l'ho. E non solo durante quel periodo.
"Durante le mestruazioni, sarebbe meglio evitare di assumere latticini": questo non lo sapevo. Ed infatti è da giorni che mi ingozzo di formaggio.
"Un falso antico pregiudizio dice che durante il ciclo occorre evitare di lavarsi i capelli": quando arriva il Marchese, si sa, noi donne non capiamo più niente.
"Lo sai che un buon piatto di riso aiuta a combattere la stanchezza tipica della sindrome pre-mestruale?": quindi, le donne cinesi saranno in formissima!
"Lo sai che la cioccolata stimola la produzione di serotonina, l'ormone della felicità, carente durante il ciclo?": merda, lo so. Maledette uova di Pasqua.
"Nella fase premestruale possono manifestarsi anche effetti positivi, come l'aumento del desiderio sessuale e della creatività": io durante le mie sindromi scrivo a manetta, appunto.
"Lo sai che una tisana a base di erbe, come ad esempio la Calendula, è un buon rimedio naturale contro la ritenzione idrica?": una birra va bene lo stesso? A me la birra produce un effetto plin-plin immediato...
"Lo sai che fare sport aiuta a combattere i dolori mestruali?": questa l'ha scritta un uomo, immagino.
"Lo sai che la posizione yoga migliore per alleviare i dolori mestruali è quella della 'farfalla'?": eh???
Donne, ringraziatemi per le dritte.

Oggi mi son messa a fare un po' di pulizie di primavera del cellulare: la memoria era abbastanza pienotta e volevo far spazio, così mi son messa a guardare e rileggere, ed eventualmente cancellare, foto e sms.
Mentre facevo ciò, mi sono resa conto di alcune cose:
1. il mio cellulare è un po' parte della mia memoria: riguardando alcune cose, mi son tornati in mente momenti, fatti, sensazioni.
2. alcuni messaggi che avevo tenuto perché in quel momento erano per me particolarmente significativi, ora invece li ho cancellati perché non rappresentano più nulla. Perché ovviamente la persona che me li ha mandati (o cui io li ho mandati) non rappresenta più ciò che era in quel momento. Strano come vanno le cose, eh?
3. considerazione sugli operatori Vodafone: certo che se hanno libero accesso alla lista delle chiamate di ciascun utente, possono capire molte cose dal traffico verso e dagli altri numeri. Per esempio, poniamo che io stia 4 mesi con Mr. XY: in quei 4 mesi sms e chiamate fra me e lui saranno decisamente frequenti. Poi fine della storia e del traffico. Ecco, senza sapere niente di me e Mr. XY, incrociando i dati si può capire che tipo di relazione ci sia stata tra noi, quando sia iniziata, quanto sia durata e quando sia finita.

Io e Sally abbiamo inventato un nuovo gioco: la lotteria dei rigori!
Allora, lo schema è questo: lei si mette sul tappeto, divano alle spalle; io sono di fronte a lei, accucciata, una pallina da tennis in mano, fuori del tappeto.
Poggio la pallina per terra, Sally si acquatta in attesa.
Improvviso una telecronaca stile Pizzul, annunciando il calcio di rigore.
Sally freme.
Mi preparo a tirare.
Il movimento del braccio è rapido, la pallina si dirige decisa verso uno dei due pali (approfittando anche della posizione fuori-centro del portiere).
Ma... Sally è velocissima! Mulinando le zampette riesce ad arrivare là dove nessuno avrebbe mai ritenuto possibile! Afferra la pallina al volo con i denti e... parata!
Il pubblico è in visibilio, deliziato dalla prontezza del gesto atletico.
Anche gli avversari non possono che congratularsi con l'incredibile Numero Uno.
Il quale, incurante dei tempi televisivi, pasticcia con la pallina, palleggiandola con le zampette e rosicchiandola, fino a quando, deciso che è giunto il momento di ricominciare a giocare, la rinvia col naso.
E si ricomincia. Ad libitum. Perché lei non è mai stanca.
(io la adoro! che ci posso fare?)